Sensazione di affaticamento dopo mangiato: cause e rimedi

Quali sono i motivi alla base della sensazione di affaticamento dopo mangiato? Vediamo alcuni consigli per combatterla efficacemente

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Pubblicato il 23 Dicembre 2020
Redazione NutriDoc.it
affaticamento dopo mangiato

A tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di avvertire una sgradevole sensazione di affaticamento dopo mangiato. Generalmente, si presenta dopo un pasto particolarmente ricco oppure dopo aver introdotto alimenti difficili da digerire o troppo elaborati.

I sintomi che si avvertono subito dopo il pasto sono spossatezza e stanchezza, accompagnati dal bisogno di dormire. 

In certi casi, i fastidi sono molto più pronunciati e possono includere tachicardia, dolore al centro del petto e oppressione al torace. Soprattutto nei giorni di festa, dove si tende a mangiare di più, gli accessi al pronto soccorso aumentano a causa di pranzi troppo abbondanti e pesanti.

Ma quali sono le cause di questa sensazione di malessere dopo i pasti? Vediamo alcune spiegazioni al riguardo e proviamo a correggere le abitudini a tavola per ridurre al minimo questo disturbo.

Sonnolenza dopo pranzo: perché avviene?

La spiegazione più comune si fonda sul fatto che durante il processo digestivo viene convogliato verso lo stomaco e l’intestino un maggiore afflusso di sangue. Questo comporterebbe una riduzione del flusso sanguigno al cervello e ai muscoli, causando la tipica stanchezza post-prandiale. 

Si tratta di una teoria molto diffusa ma che è stata nel tempo respinta da numerosi studi. Il nostro organismo, infatti, controlla attentamente la quantità di sangue e ossigeno diretta al cervello. Un’eventuale mancanza comporterebbe enormi danni cerebrali.   

Più probabilmente, la sensazione di stanchezza che si avverte dopo i pasti potrebbe essere dovuta a un eccesso di carboidrati e zuccheri. L’assunzione di carboidrati, soprattutto di cibi molto zuccherati e alimenti iper raffinati, causa un’impennata nella produzione di insulina, l’ormone preposto al controllo della quantità di glucosio nel sangue. La conseguenza è un crollo della glicemia seguita dai sintomi di stanchezza e spossatezza.

Questo processo innesca, per di più, un circolo vizioso. Quando ci si sente fiacchi e giù di corda si tende a ricorrere a cibi poco sani quali dolci o junk food, che non fanno altro che peggiorare ulteriormente la situazione.

In aggiunta, alimenti come pane, pizza e pasta stimolano il riposo e la sonnolenza, grazie alla presenza del triptofano. Questo aminoacido essenziale si combina con le vitamine del gruppo B e il ferro per trasformarsi in serotonina, l’ormone del rilassamento.

I carboidrati ingeriti in eccesso rappresentano, inoltre, delle fonti di energie che non vengono consumate. In questo modo, il rischio di accumulare facilmente peso in eccesso è dietro l’angolo.

Come combattere l'affaticamento dopo mangiato

Una volta escluse eventuali disturbi gastrointestinali specifici, è necessario correggere le proprie abitudini alimentari per combattere questa sensazione di spossatezza dopo mangiato. Vediamo, quindi, alcuni consigli utili per rimanere attivi e vigili dopo i pasti.

Fare pasti regolari ed equilibrati

Saltare i pasti o mangiare troppo poco a colazione, ad esempio, porta ad arrivare al pasto successivo con una fame smisurata. La conseguenza è quella di abbuffarsi e introdurre cibo in eccesso, aumentando il rischio di affaticare lo stomaco e l’apparato gastrointestinale.

Nel dopo-pasto il nostro organismo sarà quindi impegnato a convogliare tutte le energie disponibili nel processo digestivo e ci mostrerà il conto presentando stanchezza e voglia di riposare. Meglio fare pasti regolari e dalle giuste quantità, senza esagerare con le porzioni né ridurle troppo.

Prediligere cibi leggeri

Cibi spazzatura e tutti gli alimenti particolarmente ricchi di grassi e condimenti rallentano il processo digestivo.

Meglio preferire, quindi, piatti leggeri e poco elaborati che non richiedono troppi sforzi all’organismo durante la digestione. 

Se si esagera con il pranzo o la cena, si può optare anche per chiudere il pasto con una bevanda calda. Un tè leggero o una tisana possono aiutare la digestione. 

È meglio limitare anche i caffè. Sebbene sia considerata la bevanda ideale per rimanere svegli e attivi, un consumo eccessivo può produrre il risultato contrario, causando un crollo di energia. 

Consumare più verdura e limitare gli alcolici

Spesso, dopo un pasto in cui la verdura scarseggia, la sensazione di stanchezza si accentua. Questo è dovuto alla mancanza di minerali come il potassio e il magnesio utili a combattere la spossatezza. 

Non solo, fare il pieno di verdura e frutta assicura all’organismo il corretto apporto di acqua, elemento assolutamente indispensabile per sentirsi vitali ed energici. Soprattutto durante pasti ricchi di cibi salati e asciutti, è importante idratarsi a dovere senza esagerare.

Se si soffre di senso di affaticamento dopo mangiato, poi, gli alcolici sono decisamente da limitare. Vino e birra, infatti, rallentano il sistema nervoso centrale e fungono da sedativi, generando sonnolenza.

Mantenersi in movimento

Un po’ di movimento fisico dopo pranzo può aiutare a sconfiggere l’affaticamento. Non c’è bisogno di esagerare con estenuanti sessioni di palestra, che anzi potrebbero essere controproducenti. Basta solamente una breve passeggiata di una decina di minuti o un po’ di attività fisica sul posto per stimolare la circolazione.

In questo modo, il metabolismo si sveglia e l’ossigeno circola in tutto il corpo. L’importante è non cedere alla stanchezza ma combatterla attivamente tenendosi impegnati.

Se la spossatezza e gli altri sintomi sono molto pronunciati ed impediscono il normale svolgimento delle attività quotidiane, è consigliato consultare il medico curante ed effettuare delle analisi per escludere eventuali malattie. 

Rivolgersi ad un professionista della nutrizione, come un biologo nutrizionista, dietologo o dietista, può aiutare enormemente nell’impostare una sana ed equilibrata alimentazione, evitare l’affaticamento dopo mangiato e prevenire tutti gli eventuali disturbi derivanti da una dieta scorretta.

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