Molte donne soffrono più volte nella loro vita di disturbi legati a infezioni ginecologiche e, spesso, entrano in un loop frustrante fatto di trattamenti che al momento sembrano funzionare, ma puntualmente, in prossimità del ciclo mestruale, dopo qualche evento particolarmente stressante o nel periodo estivo, eccole di nuovo a combattere contro disagi e fastidi, come pruriti, bruciori, secchezza vaginale.
Spesso tutto ciò è da imputare a Candida albicans, un fungo presente fisiologicamente nel lume intestinale e all’interno dell’ambiente vaginale, ma che se riesce a proliferare in maniera incontrollata, causa i sintomi citati sopra.
Quello che frequentemente non viene sottolineato alle pazienti è che tali infezioni possono trasformarsi in qualcosa di più di un disagio ricorrente: la ricerca scientifica più recente le collega infatti all'insorgenza di vulvodinìa, una condizione di dolore cronico vulvare spesso sottovalutata e difficile da trattare.
Come si collegano, però, infezioni da Candida e vulvodinia con l’alimentazione? Cercherò di spiegarlo qui di seguito.
Che cos’è la Candida recidivante?
La candida vulvovaginale (VVC) è un'infezione fungina molto comune, che colpisce circa 140 milioni di donne in tutto il mondo ogni anno. Donne fertili in età compresa tra i 25 e i 40 anni sono le persone più frequentemente affette. È causata nella maggior parte dei casi da Candida albicans, mentre in un ristretto numero di pazienti le infezioni sono dovute a Candida Glabrata. Quando gli episodi si ripetono per 3 o più volte nell'arco di 12 mesi, si parla di candida recidivante (RVVC, Recurrent Vulvovaginal Candidiasis).
Le cause vanno ricercate in diversi aspetti, sia fisiologici che ambientali:
Popolazione di Lattobacilli vaginali molto ridotta rispetto a donne che non hanno infezioni (McKloud et al., 2021). Un microbiota vaginale sano, ovvero l’insieme delle popolazioni batteriche che vivono fisiologicamente e in equilibrio tra loro nell’ambiente vaginale, è caratterizzato dalla presenza di un elevato numero di Lattobacilli e di un pH basso (acido);
Caratteristiche proprie del fungo: Candida è in grado di creare delle strutture protettive (biofilm) che la rendono più resistente a farmaci antifungini e quindi più difficilmente debellabile (Díaz-Navarro et al., 2025);
Carenze vitaminiche e di minerali: sempre più dati di letteratura mostrano come le donne soggette a RVVC presentano bassi livelli di Vitamina D e di calcio;
Assunzione prolungata e/o ripetuta di antibiotici: gli antibiotici, per quanto utili e indispensabili, hanno l’effetto collaterale di uccidere diversi batteri, non solo quelli “cattivi” che hanno causato i sintomi per cui stiamo assumendo il farmaco. Questo fa sì che ad ogni terapia antibiotica, il benessere del microbiota intestinale venga intaccato, portando alla diminuzione di microrganismi “buoni” e all’aumento di quelli “cattivi”;
Eccessivo consumo di zuccheri semplici: nella dieta delle pazienti con RVVC sono spesso presenti in maniera non trascurabile dolci, bibite dolcificate, alcol e sono invece poco presenti o addirittura assenti le fibre (frutta, verdura, cereali integrali, legumi), che aiutano invece nella modulazione dell’assorbimento del glucosio, omega-3 (pesce grasso, semi, frutta secca oleosa) che intervengono nella modulazione della risposta infiammatoria. L’eccesiva presenza di zuccheri liberi, sostanze particolarmente gradite anche dal fungo, fa in modo di attivare una proliferazione eccessiva di Candida a livello sia intestinale che vaginale, creando i già citati disturbi;
Alvo stitico o alterno: donne che soffrono di stipsi o di intestino irritabile, con periodi di stipsi alternati a periodi diarroici, hanno più probabilità di subire infezioni vaginali.
Come si collegano Candida recidivante e Vulvodinìa?
La vulvodinìa è una condizione di dolore cronico a livello vulvare — bruciore, dolore al tatto, dolore ai rapporti (dispareunia), che persiste per almeno 3 mesi in assenza di cause infettive o dermatologiche evidenti. La sua forma più comune è la vulvodinìa localizzata provocata (LPV), nota anche come vestibolodinia.
Studi sperimentali su modelli animali hanno dimostrato che infezioni ripetute da Candida albicans possono indurre dolore in risposta a stimoli normalmente non dolorosi, che permane anche dopo la risoluzione dell'infezione stessa (Farmer et al., 2011).
Le infezioni ripetute, infatti, sembrano innescare un processo infiammatorio cronico, che a sua volta porta il vestibolo vulvare ad avere da una parte una carenza nella produzione di lipidi che aiuterebbero ad abbassare l’infiammazione (proprio a causa dell’infiammazione stessa), dall’altra a subire un’iper-innervazione, con conseguente innesco di dolore cronico (Falsetta, 2023).
Intervenire sulle infezioni da Candida in modo incompleto, quindi, non è solo un problema nell’immediato, ma anche una potenziale complicazione per la salute futura.
Cosa si può fare, quindi, dal punto di vista dietetico?
Precisiamo subito una cosa: l’alimentazione da sola non può essere risolutiva se si soffre di Candida recidivante e/o di Vulvodinìa. Come tutte le patologie, c’è bisogno di un intervento medico e di una terapia farmacologica mirata.
Certamente, però, impostare un’alimentazione equilibrata e adeguata può aiutare sia in fase acuta, per aiutare ad abbassare il grado di infiammazione, sia nel lungo periodo come fattore preventivo, mantenendo controllata la crescita fungina e coadiuvando in maniera più efficace il sistema immunitario a rispondere in modo adeguato.
Qui di seguito qualche indicazione dietetica più precisa.
Alimenti fermentati: come ad esempio kefir, yogurt, miso, crauti. Se inseriti regolarmente nella dieta, danno notevoli benefici a livello del microbiota intestinale e quindi, indirettamente, anche a quello vaginale.
Alimenti ricchi di acidi grassi Omega-3: pesce azzurro (sgombro, sardine, aringhe), salmone, frutta secca (noci in particolare) e semi di lino ne contengono una buona dose. Gli Omega-3 in quantità adeguata intervengono nella mitigazione dei processi infiammatori, spesso presenti in maniera latente in chi segue una dieta occidentale, ricca di carne trasformata, prodotti conservati e zuccheri semplici.
Alimenti ricchi in fibra e polifenoli: il consumo quotidiano di frutta e verdura aiuta a modulare l’assorbimento di zuccheri, a facilitare il transito intestinale (con conseguente riduzione del tempo di contatto con eventuali sostanze tossiche) e a nutrire il microbiota intestinale in modo adeguato.
Limitare zuccheri semplici e alcol. Il glucosio, come già accennato, è il principale nutrimento per la crescita di Candida albicans. Per questo motivo sarebbe buona cosa ridimensionare il consumo di dolci (brioche, torte, biscotti, gelati...) e bevande dolcificate, ricchi di glucosio e saccarosio. Per via della maggior concentrazione di fruttosio, anche la frutta molto matura andrebbe limitata, soprattutto in fase di infiammazione acuta. Il lattosio è un altro zucchero facilmente assorbibile: per questo motivo un’alimentazione particolarmente ricca di latte e formaggi, soprattutto freschi, predispone all’insorgenza di un ambiente favorevole alla crescita fungina. L’alcol (etanolo), oltre ad essere sconsigliato per il suo potere cancerogeno, è sostanzialmente un derivato dalla fermentazione degli zuccheri, risultando doppiamente dannoso per chi soffre di Candida recidivante.
La gestione di Candida recidivante e/o Vulvodinia richiede un approccio multidisciplinare. È ormai noto, infatti, come terapia farmacologica, fisioterapica (per la gestione del dolore cronico) e indicazioni nutrizionali debbano essere considerate insieme per poter avere risultati efficaci e duraturi.
Riferimenti bibliografici
Lobo M. et al. (2025). Recurrent Vulvovaginal Candidosis and Its Underlying Mechanisms: A Systematic Review. Journal of Fungi.
Díaz-Navarro M. et al. (2025). New insights in the role of Candida biofilm in the pathogenesis of RVVC. Frontiers in Microbiology.
Paavonen J. & Brunham R.C. (2024). Localized provoked vulvodynia as an immune-mediated inflammatory disease. Frontiers in Cellular and Infection Microbiology.
San Juan Galán J. et al. (2023). Insights and advances in recurrent vulvovaginal candidiasis. PLOS Pathogens.
McKloud E. et al. (2021). Recurrent VVC: a Dynamic Interkingdom Biofilm Disease of Candida and Lactobacillus. mSystems.
Falsetta M.L. (2023). Vulvodynia and beyond: innate immune sensing, microbes, inflammation, and chronic pain. Frontiers in Cellular and Infection Microbiology.
Farmer et al., (2011). Repeated vulvovaginal fungal infections cause persistent pain in a mouse model of vulvodynia. Science translational medicine.