Negli ultimi anni l’endometriosi è sempre meno considerata una patologia limitata all’apparato ginecologico. Le evidenze scientifiche più recenti descrivono una condizione complessa, in cui interagiscono fattori ormonali, immunitari, infiammatori e ambientali.
In questo scenario sta emergendo anche l’interesse verso alcune ipersensibilità sistemiche, tra cui quella al nichel, nota in ambito clinico come SNAS (Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel). Sebbene il tema sia ancora oggetto di dibattito, diversi studi suggeriscono che in una sottopopolazione di donne con endometriosi la sensibilità al nichel possa contribuire a mantenere sintomi gastrointestinali, dolore cronico e una risposta incompleta alle terapie tradizionali.
NICHEL E SISTEMA IMMUNITARIO : UN ATTIVATORE INFIAMMATORIO SOTTOVALUTATO
Il nichel è uno dei metalli più comuni nell’ambiente e nella dieta. È anche uno degli allergeni più studiati, soprattutto per quanto riguarda la dermatite allergica da contatto. Tuttavia, in alcuni soggetti sensibilizzati, l’esposizione al nichel non si limita a provocare sintomi cutanei, ma può determinare una risposta sistemica, con manifestazioni gastrointestinali e generali. La SNAS descrive proprio questo fenomeno: l’ingestione di alimenti ricchi di nichel può attivare il sistema immunitario, generando infiammazione, alterazioni intestinali e sintomi extra-digestivi. Questo tipo di risposta immunologica, persistente e a bassa intensità, è particolarmente rilevante se inserita nel contesto dell’endometriosi, una malattia già caratterizzata da infiammazione cronica.
ENDOMETRIOSI E NICHEL : COSA DICONO GLI STUDI
Un ampio studio epidemiologico pubblicato su PLOS ONE (1) ha evidenziato che le donne con allergia al nichel presentano un rischio significativamente più elevato di ricevere una diagnosi di endometriosi rispetto alla popolazione generale. Gli autori sottolineano che il nichel possiede proprietà estrogeno-simili, potendo interferire con i recettori estrogenici e potenzialmente influenzare condizioni estrogeno-dipendenti.
Altri studi clinici hanno osservato che molte donne con endometriosi e sintomi gastrointestinali mostrano una positività ai test di sensibilità al nichel. In particolare, un lavoro pubblicato su Nutrients (2) ha rilevato che, in pazienti con endometriosi e disturbi intestinali di tipo IBS-like, una dieta a basso contenuto di nichel ha portato non solo a una riduzione del gonfiore e del dolore addominale, ma anche a un miglioramento dei sintomi ginecologici.
Questi dati non indicano che il nichel causi l’endometriosi, ma suggeriscono che in alcune pazienti possa rappresentare un fattore aggravante, capace di alimentare l’infiammazione e amplificare la sintomatologia.
PERCHE’ LA SENSIBILITA’ AL NICHEL PUO’ PEGGIORARE I SINTOMI DELL’ENDOMETRIOSI
La connessione tra nichel ed endometriosi può essere compresa osservando tre meccanismi principali. Il primo riguarda l’attivazione immunitaria: l’esposizione al nichel in soggetti sensibilizzati stimola una risposta infiammatoria che può sommarsi a quella già presente nell’endometriosi. Il secondo meccanismo coinvolge l’intestino: l’infiammazione della mucosa intestinale può aumentare la permeabilità intestinale, facilitando il passaggio di molecole pro-infiammatorie nel circolo sistemico.
Infine, il terzo aspetto riguarda il sistema nervoso. L’infiammazione cronica intestinale e sistemica contribuisce alla sensibilizzazione del dolore, rendendo più intensa e persistente la percezione dolorosa pelvica. In questo contesto, anche terapie ormonali adeguate possono risultare meno efficaci, perché il dolore non è sostenuto solo dalla componente estrogenica.
SNAS, INTESTINO ED ENDOMETRIOSI : UN TRIANGOLO CLINICO FREQUENTE
Molte donne con endometriosi riferiscono sintomi gastrointestinali importanti: gonfiore marcato, alvo alterno, crampi, peggioramento dei disturbi dopo i pasti. Quando questi sintomi coesistono con una sensibilità al nichel, il quadro può sovrapporsi a quello della sindrome dell’intestino irritabile, rendendo difficile distinguere le diverse componenti.
In questi casi, l’eliminazione o la riduzione del nichel alimentare, se clinicamente indicata, può contribuire a ridurre il carico infiammatorio complessivo, migliorando la qualità di vita della paziente. È importante sottolineare che questo approccio non sostituisce le terapie per l’endometriosi, ma può rappresentare un supporto utile in un piano terapeutico integrato.
Non tutta la letteratura scientifica è concorde nel riconoscere una correlazione forte e diretta tra endometriosi e SNAS. Alcune review recenti sottolineano che i dati disponibili sono ancora eterogenei e che mancano studi randomizzati di grandi dimensioni. Questo rende necessario un approccio prudente, evitando generalizzazioni o diete restrittive non giustificate.
Tuttavia, la crescente attenzione verso il ruolo di fattori ambientali e allergici nell’endometriosi conferma che la malattia non può essere interpretata esclusivamente come un problema ginecologico o ormonale.
L’ipotesi di un coinvolgimento del nichel si inserisce in una visione più moderna dell’endometriosi, in cui intestino, sistema immunitario e sistema nervoso dialogano costantemente. In questo modello, identificare e gestire eventuali sensibilità sistemiche può aiutare a spiegare perché alcune pazienti non rispondono pienamente alle terapie standard.
Integrare la valutazione ginecologica con un’attenta analisi dei sintomi intestinali e delle possibili ipersensibilità non significa medicalizzare eccessivamente la paziente, ma riconoscere la complessità biologica della malattia.
COME SI GESTISCE LA SNAS DAL PUNTO DI VISTA ALIMENTRE
Nei soggetti con sospetta o accertata SNAS, l’intervento dietetico rappresenta attualmente l’approccio più utilizzato per la gestione dei sintomi. La strategia consiste in una dieta a basso contenuto di nichel, che prevede la riduzione temporanea degli alimenti notoriamente più ricchi di questo metallo, come alcuni cereali integrali, legumi, frutta secca, cacao, soia e determinati vegetali.
Una revisione di studi nutrizionali su endometriosi indica che una dieta a basso contenuto di nichel può essere associata ad un miglioramento della percezione del dolore nelle donne con endometriosi, insieme ad altri interventi dietetici mirati (come dieta gluten-free o ricca di acidi grassi) (3).
Altri studi clinici hanno mostrato che, nelle pazienti con endometriosi e disturbi gastrointestinali associati a sensibilità al nichel, questo tipo di dieta può portare a un miglioramento non solo dei sintomi intestinali, ma anche di quelli extra-intestinali e pelvici. È importante sottolineare che approcci dietetici per la gestione di sintomi gastrointestinali in donne con endometriosi (incluso la low-nickel diet) possono essere utili, anche se la sicurezza e l’efficacia a lungo termine richiedono ulteriori conferme scientifiche e non dovrebbe essere applicata in modo indiscriminato o prolungato, ma utilizzata come strumento mirato, sotto supervisione professionale, per evitare carenze nutrizionali e restrizioni inutili (4).
L’obiettivo non è l’eliminazione totale del nichel, impossibile nella pratica, ma la riduzione del carico infiammatorio in soggetti selezionati. Inoltre, è stato dimostrato che anche una dieta a basso contenuto di Nichel migliora i sintomi di disturbi gastrointestinali e la spiegazione sta nel fatto che molti alimenti ad alto contenuto di Nichel, sono anche ad alto contenuto di FODMAP (5).
CONCLUSIONI
Il legame tra endometriosi e sensibilità al nichel non è ancora completamente chiarito, ma le evidenze disponibili suggeriscono che, in una parte delle pazienti, il nichel possa agire come fattore infiammatorio aggiuntivo. Considerarlo all’interno di un approccio multidisciplinare può aiutare a ridurre i sintomi, migliorare la risposta alle terapie e offrire una lettura più completa di una patologia complessa come l’endometriosi.
BIBLIOGRAFIA
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Borghini R, De Amicis N, Bella A, Greco N, Donato G, Picarelli A. Beneficial Effects of a Low-Nickel Diet on Relapsing IBS-Like and Extraintestinal Symptoms of Celiac Patients during a Proper Gluten-Free Diet: Nickel Allergic Contact Mucositis in Suspected Non-Responsive Celiac Disease. Nutrients. 2020 Jul 29;12(8):2277. doi: 10.3390/nu12082277. PMID: 32751300; PMCID: PMC7468824.