Modifiche salvate

Disbiosi intestinale grave

Alessio (Genova)
22 Agosto 2025
7 Risposte

Buongiorno a tutti volevo chiedere i vostri pareri sulla mia situazione...Ho 36 anni, a giugno ho fatto l esame per la disbiosi intestinale perché oltre ad avere disturbi intestinali mi è stato detto che faccio un odore sgradevole e forte, e il valore del esame è risultato 182 di indicano... il mio gastroenterologo mi ha dato da assumere imodium, retimix e lactoflorene più mi ha dato da seguire un dieta con i seguenti cibi consentiti Cereali e derivati: riso, mais, grano saraceno, miglio, amaranto, tapioca.
Latticini: solo grana stagionato, in piccole quantità.
Verdure: zucchine, patate, carote, coste, fagiolini, lattughino, pomodori senza buccia e senza semi.
Frutta: banana, ananas, fragole, mirtilli.
Proteine: carne bianca e rossa fresca, pesce (no crostacei e molluschi), uova.
Bevande: latte di riso, latte di mandorla, acqua, tisane senza zucchero né dolcificanti.
Condimenti: olio extravergine d’oliva, succo di limone. Ma al momento non ho visto miglioramenti e la cosa mi sta dando parecchi problemi sul lavoro e nella vita in generale ,secondo voi va bene, e serve altro tempo o avete qualche suggerimento da darmi? Grazie a tutti per la vostra attenzione

7 Risposte dai professionisti NutriDoc

Lucia Luccarini

Buongiorno Alessio, dall’esame emerge una disbiosi fermentativa e le indicazioni fornite dal medico sono corrette. Visto il mancato miglioramento si potrebbe eventualmente ricorrere a un approccio alimentare ancora più specifico o ad altri esami di approfondimento che potrebbero sovrapporsi a un quadro di disbiosi fermentativa. Per qualsiasi altra informazione mi può scrivere a: nutrizionistaluccarini@gmail.com

26 Settembre 2025
Francesco Inzerra

Un approccio approssimativo per il suo caso da parte del gastroenterologo non capisco Imodium giustificabile per la diarrea , prendendolo riduce la motilità aumentando la possibile fermentazione colica degli amidi complessi . Ci sono diversi punti che non vanno . Gli abbinamenti alimentari per questi casi sono compito degli specialisti della nutrizione

26 Settembre 2025
Concetta Zito

Ciao Alessio, l' approccio nutrizionale del gastroenterologo non è stato corretto. Occorre fare un percorso alimentare specifico e poi i lattobacilli vanno assunti in una fase successiva. Se vuoi un approccio più specifico puoi contattarmi a info@nutrizionistazito.it

1 Ottobre 2025
Federico Spina

Buonasera Alessio, l'approccio del collega non è completamente sbagliato, almeno sulla scelta alimentare potrebbe essere parzialmente giusto. Di base dovrebbe ridurre al minimo il consumo di zuccheri raffinati, cibi ad alto contenuto di grassi saturi, come carni rosse, latticini e formaggi e alimenti altamente processati, che possono favorire la crescita dei batteri nocivi nell’intestino e ridurre o evitare cibi piccanti e alcolici, che possono irritare l’intestino e peggiorare i sintomi. Volendo dovrebbe valutare la sua tolleranza ai FODMAP in questo momento. Per ripristinare la funzionalità intestinale dovrebbe anche considerare un integrazione più dettagliata perchè con Indicano alto il tipo di disbiosi potrebbe riguardare la parte dell'intestino tenue quindi un tipo di disbiosi fermentativa. Questo prevede una reintroduzione di Lattobacilli Acidophilus, Rhamnosus, Salivarius, Casei, Plantarum, Reuteri fatta gradualmente. Per qualsiasi informazioni mi trovi qui: https://federicospina.pro

1 Ottobre 2025
Valeria Tosi

Buongiorno Alessio, da quello che descrive sembra che stia già seguendo un percorso impostato dal gastroenterologo, e questo è sicuramente il primo passo corretto. Quando si parla di disbiosi intestinale, purtroppo i miglioramenti non sono sempre immediati e spesso richiedono un po’ di tempo. Il valore di indicano elevato può indicare un’alterazione della flora intestinale legata anche a fenomeni di fermentazione e putrefazione intestinale, che possono spiegare sia i disturbi intestinali sia l’odore corporeo che le è stato segnalato. La dieta che le è stata indicata sembra orientata a ridurre alcuni alimenti fermentabili e facilitare il lavoro dell’intestino, ma ogni intestino reagisce in modo diverso e non sempre una lista di alimenti “consentiti” funziona allo stesso modo per tutti. Quando i miglioramenti tardano ad arrivare può essere utile valutare anche altri aspetti, ad esempio: • la regolarità dei pasti e la quantità complessiva di fibre • la tolleranza individuale ad alcuni alimenti • la motilità intestinale • eventuali condizioni associate come sovracrescita batterica intestinale (SIBO) o altre alterazioni della flora In molti casi la disbiosi richiede un lavoro un po’ più mirato e personalizzato sull’alimentazione, perché non sempre basta semplicemente eliminare alcuni cibi. Se dopo alcune settimane di terapia e dieta non nota miglioramenti, potrebbe essere utile rivalutare la situazione con lo specialista o con un professionista della nutrizione per adattare meglio l’alimentazione alla sua risposta individuale. Un caro saluto. Dott.ssa Valeria Tosi Biologa Nutrizionista

5 Marzo 2026
Corinne Dellisanti

Buongiorno Alessio, da quello che descrive è probabile che sia stato inquadrato un quadro di disbiosi fermentativa, e il percorso impostato dal gastroenterologo rappresenta una prima fase corretta di gestione. Detto questo, è importante chiarire un punto: **la disbiosi intestinale non migliora sempre in tempi rapidi**, e soprattutto non risponde in modo identico per tutti alla stessa dieta. --- ### 1. Perché può non vedere ancora miglioramenti Anche seguendo correttamente una dieta “consentita”, possono esserci diversi motivi per cui i sintomi persistono: * alterazione della motilità intestinale (non solo flora batterica) * eventuale sovraccrescita batterica del tenue (SIBO sovrapposta) * tolleranza individuale diversa anche agli alimenti “permessi” * durata ancora insufficiente della terapia dietetica e farmacologica --- ### 2. Dieta: utile ma non sempre sufficiente da sola La dieta che le è stata prescritta è tipicamente “di contenimento fermentativo”, quindi serve a ridurre i substrati per i batteri. Tuttavia: * non sempre tutti reagiscono allo stesso modo agli stessi alimenti * anche i cibi consentiti possono dare sintomi in alcune persone (es. frutta, latticini stagionati, alcuni cereali) 👉 Quindi non è detto che la dieta sia “sbagliata”, ma potrebbe non essere ancora **ottimizzata sul suo caso specifico**. --- ### 3. Odore corporeo e intestino In alcuni casi di disbiosi importante: * alterazioni della fermentazione intestinale * produzione di gas e metaboliti specifici possono contribuire anche a variazioni dell’odore corporeo. Questo tende a migliorare solo quando si ristabilisce un equilibrio più stabile della flora, non immediatamente. --- ### 4. Quando ha senso rivalutare il percorso Se dopo alcune settimane non nota alcun miglioramento, è ragionevole: * rivalutare la diagnosi (es. SIBO, intolleranze, motilità intestinale) * adattare la dieta in modo più personalizzato (non solo “lista di alimenti consentiti”) * eventualmente modulare anche la strategia terapeutica insieme al gastroenterologo --- ### In sintesi * il percorso impostato è coerente come primo step * i tempi di risposta possono essere lunghi e non lineari * se non ci sono miglioramenti, non significa fallimento della terapia, ma necessità di **personalizzazione più fine** --- Se il quadro impatta molto sulla vita quotidiana, la cosa più utile non è stringere ancora di più la dieta, ma capire **quale meccanismo specifico sta mantenendo i sintomi attivi** e intervenire in modo mirato su quello. Contattami al 3479358057

1 Maggio 2026
Federica Papagno

Buonasera Alessio, un valore di Indicano a 182 è altissimo e conferma una disbiosi putrefattiva. In pratica, le proteine che mangi non vengono digerite bene e "marciscono" nel tenue, producendo gas che causano l'odore sgradevole. Se hai una sovra crescita batterica (SIBO), aggiungere altri fermenti ora potrebbe "alimentare il fuoco" invece di spegnerlo. Se mancano enzimi, anche la carne della dieta continua a produrre odore. Valuta col medico l'uso di enzimi ai pasti per "smontare" le proteine ed evitare che fermentino. Mastica ogni boccone fino a renderlo liquido; riduce drasticamente il lavoro dei batteri "cattivi". Se tra due settimane l'odore persiste, chiedi al gastroenterologo un Breath Test per SIBO. Potrebbe servire un disinfettante intestinale (tipo Rifaximina) prima di riprendere i fermenti.

5 Maggio 2026
Foto {{ currentPhotoIndex + 1 }} di {{ photos.length }}
{{ photos[currentPhotoIndex].treatment.name }}