Pasta integrale: benefici e motivi per preferirla a quella tradizionale

Il consumo di pasta integrale sembra una tendenza recente, ma l’utilizzo di farine integrali è ben più antico di quello delle farine raffinate.

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Pubblicato il 28 Maggio 2021
Redazione NutriDoc.it
pasta integrale

Tra le attuali tendenze alimentari degli italiani spicca il consumo di pasta integrale, anche se per molti rappresenta una vera fatica preferirla a quella tradizionale.

È l’abitudine a farci credere che sostituire la pasta tradizionale con quella integrale sia difficile, perché in realtà per il nostro organismo la scelta più naturale è proprio nutrirsi di farine non raffinate. Negli ultimi anni molti esperti di alimentazione infatti stanno sottolineando l’importanza di consumare cereali integrali per il benessere dell’organismo. 

Molte persone credono che questo prezioso consiglio derivi solo dall’elevata quantità di fibre in essa contenute. In realtà, favorire il tratto intestinale grazie alla presenza di fibre è solo uno dei tanti benefici che il consumo di pasta integrale offre al nostro organismo, soprattutto se paragonati agli effetti di un’alimentazione a base di farine raffinate.

Proprietà della pasta integrale

La pasta integrale è uno dei prodotti ottenuti da cereali che durante la lavorazione mantengono integre tutte le loro componenti: crusca esterna, endosperma e germe. 

La principale differenza con la pasta tradizionale sta nel fatto che il consueto processo di raffinazione fa sì che crusca esterna e germe, ricchi di sostanze nutritive importanti come vitamine e sali minerali, vengano scartati. L’unico elemento contenuto in questi prodotti è quindi l’endosperma che contiene principalmente carboidrati.

La pasta integrale più conosciuta e consumata è quella di grano, ma esistono anche quelle di orzo, farro, mais e avena, solo per citarne alcuni. Il primo consiglio degli specialisti, allora, è proprio quello di sfruttare questa varietà e optare per il consumo di tutti i cereali integrali per assicurare all’organismo l’assunzione di più nutrienti utili.

I motivi per preferire la pasta integrale a quella tradizionale sono molteplici. Questi sono legati soprattutto al basso contenuto di lipidi, alla notevole quantità di fibre e alla presenza di importanti proteine vegetali più salutari rispetto a quelle delle farine raffinate.

Tra le varie proprietà, questo alimento è ricco di minerali, come ferro, magnesio, zinco e selenio, vitamine E, A, quelle del gruppo B e folati, preziosi nel contrastare malattie cardiovascolari.

Come già accennato, una delle caratteristiche principali della pasta integrale è l’elevata presenza di fibre che hanno la funzione di aumentare la motilità intestinale. L’importanza di questo componente è tale che i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti (LARN) consigliano di consumarne almeno 25 grammi al giorno.

Pasta integrale: i benefici

Il consumo costante di cereali integrali, in sostituzione di quelli raffinati, ha mostrato una notevole diminuzione del rischio di ipertensione e di malattie cardiovascolari, come quelle coronariche, gli ictus e l’insufficienza cardiaca.

Inoltre prevengono lo sviluppo di malattie intestinali grazie all’azione di pulizia esercitata dalle fibre, particolarmente utile per le persone che soffrono di stipsi.

Mangiare pasta integrale invece di quella tradizionale aumenta la sensazione di sazietà e, grazie anche al basso indice glicemico, è indicata per quanti hanno difficoltà nel controllo del peso. In questo contesto, va sottolineato anche che contribuisce a ridurre l’assorbimento di grassi e zuccheri semplici.

Infine, un importante risultato derivante da studi scientifici in merito al consumo di pasta integrale riguarda la prevenzione tumorale, soprattutto il cancro del colon-retto. Una maggiore assunzione di cereali integrali, unitamente a frutta e verdura, sembra influire positivamente nel diminuire il rischio di mortalità tumorale.

Perché preferire la pasta integrale

Dal punto di vista calorico, la pasta integrale e quella tradizionale non hanno molte differenze. La prima ha infatti circa 350 kcal ogni 100 grammi, mentre la pasta di semola circa 370 kcal. Nonostante ciò, mangiare pasta integrale è più indicato per chi segue un regime ipocalorico dimagrante.

Secondo gli esperti di nutrizione, infatti, inserire il consumo di pasta integrale in uno stile di vita sano, che eviti quanto più possibile i cibi raffinati, riduce le probabilità di aumentare di peso con il passare del tempo.

Ciò è dovuto non solo all’elevata quantità di fibre in essa contenuta, che facilita lo smaltimento delle scorie, ma anche perché la capacità di assorbire più lentamente i carboidrati permette di rilasciare l’energia in modo più graduale, riducendo così l’accumulo dei grassi.

I benefici del consumo della pasta integrale quindi si ripercuotono anche sulla volontà di mantenersi in forma, senza rinunciare al gusto e al piacere di un primo piatto buono e sano.