Negli ultimi anni l’interesse verso alimenti più “funzionali”, capaci cioè di combinare gusto e caratteristiche nutrizionali potenziate, è cresciuto in modo significativo.
La pasta proteica è una delle categorie più discusse, ma anche tra le più complesse da proporre in modo credibile: spesso prodotti a base di legumi o miscele proteiche presentano consistenze poco amate o sapori troppo distintivi.
In questo contesto si inserisce StraPasta Garofalo, un nuovo formato di pasta con un contenuto proteico e di fibre superiore alla media, ottenuto però esclusivamente da grano, senza ingredienti aggiunti.
Per capire come questo prodotto venga percepito dai professionisti della nutrizione, NutriDoc ha chiesto un parere a cinque nutrizionisti iscritti alla piattaforma, che hanno provato la pasta e ne hanno valutato gusto, resa in cottura, sensazioni post-pasto e potenziale utilizzo nei piani alimentari dei loro pazienti.
Ecco cosa è emerso.
Gusto: “molto simile alla pasta tradizionale, con sfumature integrali gradevoli”
Il feedback generale sul gusto è stato decisamente positivo.
La Dott.ssa Catia Marozzi (Biologa Nutrizionista di Viterbo) apre il confronto con un’impressione dettagliata:
“Ricorda molto il sapore della pasta integrale, ma è più gradevole, perché cuoce molto bene ed è meno dura alla masticazione.” Aggiunge poi un dettaglio non scontato per questa categoria: “Ha una porosità molto piacevole, si lega bene ai sughi e l’ho trovata altamente digeribile.”
La Dott.ssa Sara Viscardi (Biologa Nutrizionista di Seregno) conferma la stessa sensazione:
“Il gusto è ottimo, molto simile alla pasta integrale classica. L’ho provata con diversi condimenti e ogni volta risultava convincente.”
La Dott.ssa Marialetizia Latella (Dietista di Milano), che ha testato più volte il prodotto, racconta:
“Ha un buon gusto, leggermente amarognolo sul finale, molto vicino a quello di una pasta integrale di qualità. L’ho consumata almeno tre volte in una settimana.”
Il Dott. Alessandro Incerpi (Biologo Nutrizionista con sedi operative in varie località toscane) è ancora più diretto:
“Come sapore, per me è praticamente identica a una pasta tradizionale.”
Il Dott. Alessandro Modena (Biologo Nutrizionista di Milano), pur mantenendo una preferenza personale per la pasta classica, sottolinea un punto importante:
“Rispetto a tutte le paste proteiche a base di legumi è decisamente superiore sia per sapore che per consistenza.”
Tenuta in cottura: “più al dente e stabile, un punto di forza per molti”
La consistenza è uno degli elementi più apprezzati.
Il Dott. Incerpi evidenzia:
“Tiene più la cottura rispetto alla pasta tradizionale, risulta più al dente ed è una caratteristica che apprezzo molto.”
Anche la Dott.ssa Viscardi la promuove a pieni voti:
“La tenuta in cottura mi ha molto soddisfatta: rimane perfettamente al dente. L’ho persino riscaldata ed era ancora ottima.”
La Dott.ssa Latella, che preferisce una pasta più morbida, segnala un aspetto personale:
“L’ho trovata leggermente più dura e ho dovuto cuocerla qualche minuto in più, ma per chi ama la pasta al dente è perfetta.”
Il Dott. Modena aggiunge un dettaglio tecnico:
“Gli spaghetti rimangono ben consistenti, mentre per altri formati come le mezze maniche basta un minuto in meno per ottenere una cottura ideale.”
Nel complesso, la tenuta in cottura è uno dei tratti distintivi del prodotto.
Sazietà, digestione ed energia: “sazia, non appesantisce e stabilizza”
Molti nutrizionisti hanno percepito un effetto più stabile sulla fame e sulla risposta glicemica.
La Dott.ssa Marozzi ha notato un cambiamento evidente:
“Ho avvertito un senso di pienezza maggiore. Arrivavo tranquillamente alla cena senza bisogno di spuntini.”
Aggiunge poi un punto interessante:
“Non ho mai avuto la classica sonnolenza post-prandiale, probabilmente grazie all’indice glicemico più basso.”
La Dott.ssa Viscardi collega la sensazione a un possibile beneficio per i pazienti in deficit calorico:
“La sazietà è maggiore rispetto alla pasta tradizionale. È ottima soprattutto quando si segue un piano ipocalorico.”
La Dott.ssa Latella, dopo diverse prove, conclude:
“Mi ha saziato molto senza dare gonfiore. È qualcosa che ho apprezzato davvero.”
Il Dott. Incerpi sintetizza con una formula chiara:
“Sazia molto, ma senza appesantire.”
Valori nutrizionali: proteine, fibre e un contenuto di ferro sorprendente
Qui l’entusiasmo dei professionisti è unanime.
La Dott.ssa Viscardi sottolinea un aspetto chiave:
“È una pasta proteica che ha come unico ingrediente il grano. Questo la rende una scelta di altissima qualità, semplice e pulita.”
Il Dott. Incerpi evidenzia la versatilità clinica:
“L’alto contenuto di fibre e proteine la rende perfetta per sportivi, ma anche per pazienti diabetici o con difficoltà nel controllo glicemico.”
La Dott.ssa Marozzi si concentra sui benefici funzionali:
Le fibre, più alte rispetto alla pasta integrale, migliorano la motilità intestinale e contribuiscono a un migliore controllo glicemico.”
Il Dott. Modena segnala un punto meno noto al pubblico:
“Il contenuto di ferro è sorprendentemente alto, superiore sia alla pasta normale che a quella integrale.”
Un dettaglio potenzialmente utile per categorie con esigenze maggiori, come donne giovani e sportivi.
Utilizzo nei piani alimentari: sportivi, diabetici e chi segue un regime ipocalorico
La pasta è stata testata in diversi scenari alimentari.
La Dott.ssa Marozzi l’ha già proposta a pazienti diabetici, con risultati incoraggianti:
“I pazienti hanno riscontrato glicemie post-prandiali migliori rispetto alla pasta integrale tradizionale.”
La Dott.ssa Viscardi, che si allena 3-4 volte a settimana, la usa personalmente nel post-workout:
“L’ho inserita dopo l’allenamento per aumentare l’apporto proteico durante il recupero.”
Il Dott. Incerpi la vede adatta a più categorie:
“È perfetta per sportivi, ma anche consigliabile a pazienti diabetici grazie al basso indice glicemico.”
Il Dott. Modena mantiene un approccio più prudente, ma comunque positivo:
“La consiglierei, anche se dipende dallo stato di salute e dalle esigenze individuali del paziente.”
Possibili miglioramenti
Le osservazioni critiche sono state poche e formulate in modo molto equilibrato.
Il Dott. Modena suggerisce maggiore chiarezza nei materiali informativi:
“Alcune informazioni nella tabella comparativa potrebbero essere presentate in modo più chiaro.”
La Dott.ssa Viscardi propone un’idea legata all’accessibilità:
“Non cambierei nulla della pasta, ma sarebbe bello renderla più accessibile a un pubblico più ampio.”
La Dott.ssa Latella segnala solo una preferenza personale sulla consistenza:
“Per chi ama la pasta molto morbida potrebbe essere necessario aumentare leggermente i tempi di cottura.”
Conclusioni
Dalle risposte dei nutrizionisti interpellati da NutriDoc emerge un quadro molto chiaro: StraPasta convince sia dal punto di vista nutrizionale che sensoriale. Il gusto ricorda la pasta integrale ma con una consistenza più vicina a quella classica, la tenuta in cottura sorprende la maggior parte degli esperti e i benefici percepiti in termini di sazietà e stabilità glicemica sono un elemento ricorrente nelle valutazioni.
La combinazione di proteine elevate, fibre abbondanti e un contenuto di ferro superiore alla media rende il prodotto potenzialmente utile in numerosi contesti clinici e sportivi. A questo si aggiunge un aspetto non scontato: la digeribilità, spesso il tallone d’Achille delle paste proteiche tradizionali.
Pur con qualche suggerimento tecnico, l’opinione generale è positiva e coerente: StraPasta è una valida alternativa per chi cerca una pasta nutrizionalmente più ricca senza sacrificare gusto e qualità.