Modifiche salvate

Digiuno intermittente 16/8

MAURO (Ferrara)
27 Gennaio 2026
3 Risposte

Buongiorno,
2 anni fa mi hanno tolto il linfonodo "sentinella" inguinale e diagnosticato il linfoma follicolare senza alcuna terapia sono rimasto nello stato "wait and watch" attuale ma 6 mesi dopo sono stato operato di prostatectomia radicale seguita da radioterapia adiuvante finita in maggio 2025. Ora sto bene e in movimento sono tornato in forma e di peso normale 1,83 di altezza x 85 kg. Ho cominciato da 2 settimane a fare il digiuno intermittente saltando la colazione la mattina e pasti pressoche equilibrati cercando il low carb senza escludere i carboidrati.
E' consigliabile ed opportuno il digiuno nelle mie condizioni? Grazie

3 Risposte dai professionisti NutriDoc

Matteo Pio Tessa

Buongiorno, la sua domanda è molto pertinente e dimostra attenzione verso la salute. L’obiettivo principale da porsi non è “fare di più”, ma fare le cose giuste, evitando eccessi o restrizioni inutili. Il digiuno intermittente non è di per sé controindicato anzi, se il peso è stabile, l’energia buona e l’alimentazione equilibrata può apportare molti benefici. Detto questo non è una strategia universale né tantomeno una terapia: in alcuni pazienti può essere ben tollerato, in altri può risultare uno stress metabolico inutile. La domanda da farsi è: questa modalità alimentare è adatta a me, al mio metabolismo, alla mia storia clinica e al mio stile di vita? È qui che fa la differenza una valutazione personalizzata, perché piccoli aggiustamenti (orari, composizione dei pasti, apporto proteico, gestione dei carboidrati) possono cambiare molto l’impatto dell’alimentazione sul suo benessere generale. Se lo desidera, può essere utile approfondire il tema in modo mirato, senza estremismi e con un approccio pratico, orientato al mantenimento della salute nel lungo periodo. Mi contatti pure al nr. 3293906019 e sarò felice di aiutarla. Un cordiale saluto. Dott. Tessa

28 Gennaio 2026
Gaia Orsetti

Buongiorno, la sua condizione è delicata, l'alimentazione è una terapia e deve essere il fulcro per la sua guarigione e mantenimento della salute. Concordo con la dieta intermittente, ma salterei la cena piuttosto che la colazione. Il cibo deve essere di alta qualità, biologico certificato, come la natura lo ha fatto... i pasti sono equilibrati non se in ognuno c'é tutto, ma se nell'arco della giornata ha inserito ciò che serve di fondo, lo ha digerito, assimilato ed eliminato le scorie, più quello necessario per sopperire ad un lavoro extra di sorveglianza biochimica. Possono essere d'aiuto, per ottenere questo, delle integrazioni capaci di modulare la replicazione cellulare, sopperire all'ossidazione e molto altro, la medicina ortomolecolare si occupa proprio di questo. Se pensa possa esserle d'aiuto come medico sono a disposizione, mi può contattare scrivendo alla mail info@studiobiomedico.it Saluti

28 Gennaio 2026
Caterina Cascini

Gentile Paziente, sono la Dottoressa Caterina Cascini, PhD Dottore di ricerca in Oncobiologia e Biologa nutrizionista e mi occupo proprio di nutrizione oncologica e clinica. Il suo messaggio mi ha molto colpita e mi fa piacere poter rispondere per chiarire i suoi dubbi e approfittarne per aggiungere altre informazioni utili. Tutte le linee guida nazionali ed internazionali SCONSIGLIANO qualsiasi regime dietoterapico restrittivo, proprio come il digiuno intermittente, nel paziente oncologico (sia in terapia attiva che in follow-up) poichè, ad oggi, non ci sono risultati esaurienti in merito alla loro efficacia e sicurezza. I risultati di cui disponiamo derivano per la maggiorparte da studi preclinici (cioè da esperimenti condotti sulle cellule e sui topi da laboratori), quindi non sufficienti da traslare sull'essere umano. Gli studi clinici (cioè quelli sull'uomo) riguardanti i digiuni intermittenti non hanno ancora dato risultati definitivi, quindi è vivamente sconsigliato il loro utilizzo al di fuori di studi clinici (quindi sono sconsigliati nella pratica clinica giornaliera). L'aspetto più importante a cui bisogna prestare attenzione durante i percorsi oncologici in generale è PREVENIRE LA MALNUTRIZIONE, condizione che può facilmente manifestarsi con diete restrittive, proprio come il digiuno intermittente. La malnutrizione, infatti può portare a SARCOPENIA E CACHESSIA neoplastica, due condizioni molto serie in un paziente oncologico poichè determinano perdita e funzionalità muscolare, con conseguente effetto anche sulla risposta alle terapie. Questo perchè un fisico indebolito resiste peggio alle terapie e può avere effetti negativi sulla prognosi. Una corretta alimentazione è inoltre fondamentale anche durante la fase di follow-up, fase in cui la tendenza a diminuire/ eliminare i carboidrati pensando di "togliere cibo al tumore" non solo è inefficace, ma è anche controproducente poichè non solo non scongiura le recidive, ma sicuramente porta ad un indebolimento del fisico. E' importante creare più consapevolezza in merito a questi temi cosi importanti e delicati. Le consiglio quindi di non improvvisarsi e di parlarne innanzitutto con il suo oncologo di riferimento e di valutare un supporto nutrizionale adeguato, che tenga conto di tutti i macronutrienti, nelle giuste quantità, secondo il suo personale fabbisogno e in base alla nuova fase in cui si trova. Ricordi che il supporto nutrizionale è parte della cura e come tale va gestito con molta attenzione. Se ha bisogno, le lascio i miei riferimenti (ricevo a Milano e Arcore). SITO WEB: https://caterinacascini.it IG: nutriscientia (qui può trovare materiale informativo gratuito in merito ai temi della nutrizione oncologica e alla prevenzione) MAIL: dottoressacascini@gmail.com Tel: 327-9344728 Le auguro una buona serata.

29 Gennaio 2026
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