Anoressia, bulimia e obesità: cosa sono e come affrontarle

Parliamo della differenza tra questi disturbi alimentari, delle loro cause e delle conseguenze che li caratterizzano

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Pubblicato il 16 Febbraio 2021
Redazione NutriDoc.it
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Da elemento essenziale per la sopravvivenza, a nemico da combattere ogni giorno: è questo il rapporto conflittuale che sviluppano con il cibo quanti soffrono di anoressia, bulimia e obesità.

Le chiamano malattie del benessere perché si manifestano con maggiore incidenza nei paesi ricchi, in cui non vi è carenza di cibo ma piuttosto sovrabbondanza. La condizione fisica e psicologica che si viene a creare nei soggetti affetti da questi disturbi, però, non ha nulla a che vedere con il benessere.

Anoressia, bulimia e obesità sono spesso la manifestazione di un disagio interiore inespresso, di natura psicologica nella maggior parte dei casi o come conseguenza di altre patologie.

Se non si interviene in tempo e nella maniera corretta nel loro già difficile trattamento, questi disturbi possono condurre a gravi problemi di salute e persino alla morte.

Scopriamo in cosa consistono, quali sono cause e fattori che ne determinano lo sviluppo e in che modo bisogna intervenire per evitare complicazioni.

Anoressia, bulimia e obesità: definizione e differenze 

Anoressia, bulimia e obesità sono disturbi che interessano la sfera alimentare e che possono essere provocati da cause di natura differente. Si manifestano tutte attraverso un rapporto conflittuale con il cibo ma presentano delle evidenti differenze che permettono di distinguerle.

Anoressia nervosa

L’anoressia è stata ufficialmente riconosciuta come entità clinica nel 1870. Si manifesta attraverso un’eccessiva perdita di peso e un grave stato di denutrizione causato dal rifiuto intenzionale di nutrirsi da parte di chi ne soffre.

Un soggetto affetto da anoressia nervosa vede il cibo come la causa del proprio fallimento nella vita, consolidato dalla percezione distorta della propria immagine e la tendenza a vedersi sempre in carne anche in assenza di grasso corporeo. 

Per tale motivo, il soggetto anoressico ha come obiettivo quello di perdere peso e farà di tutto per non mangiare ed eliminare, attraverso il vomito indotto o l’estenuante attività fisica, quelle poche calorie che è costretto ad assumere. 

Bulimia nervosa

La bulimia vede invece il soggetto che ne soffre abbuffarsi di cibo per poi espellerlo subito dopo inducendosi il vomito o ingerendo grandi quantità di lassativi.

Il meccanismo psicologico alla base è lo stesso di quello dell’anoressia ma, a differenza di quest’ultima, chi soffre di bulimia sfoga la propria frustrazione ingerendo cibo ipercalorico in quantità invece di privarsene.

Subito dopo si manifestano vergogna e pentimento per il gesto compiuto. Per questo motivo il soggetto bulimico proverà a espellere il cibo inducendosi il vomito o assumendo diuretici e lassativi. La persona entra quindi in un circolo vizioso pericoloso, fatto di abbuffate e conseguenti comportamenti finalizzati all’espulsione del cibo anche più volte al giorno. 

Questa malattia, inoltre, risulta essere più subdola in confronto all’anoressia in quanto la perdita di peso è meno evidente. 

Obesità

L’obesità infine, quando ha origini di natura psicologica, è la conseguenza di un atteggiamento di binge eating, ovvero l’assunzione compulsiva di grandi quantità di cibo ipercalorico senza che questo poi venga espulso, provocando così importanti aumenti di peso. 

I soggetti che soffrono di questo disturbo vedono in cibo come una valvola di sfogo contro le difficoltà della vita, le fragilità che vivono e la frustrazione che provano verso il proprio corpo. 

Assumendo grandi quantità di cibo calorico, il peso dei soggetti obesi aumenterà sempre di più e il corpo presenterà un indice di massa corporea compreso tra 30 e 40.

Le conseguenze generate dal grasso in eccesso sono numerose e molto pericolose per la salute.

Cause e come intervenire?

In alcuni casi, questi disturbi sono la conseguenza di altre patologie. Vi sono delle malattie, infatti, che attaccano l’intestino e creano squilibri nel normale processo di alimentazione, provocando inappetenza totale o reazioni che portano il soggetto a rimettere il cibo ingerito.

L’anoressia, ad esempio, può manifestarsi a causa di un tumore dell’apparato digerente che non mette il soggetto nelle condizioni di alimentarsi in modo corretto, oppure l’inappetenza può essere provocata da un’infezione. 

La bulimia invece potrebbe essere scatenata da patologie come il diabete o infezioni da parassiti che non permettono la giusta assimilazione degli alimenti.

Nella maggior parte dei casi, invece, si parla di disturbi di natura psicologica che si manifestano sul piano alimentare. I soggetti che soffrono di questi disturbi instaurano un rapporto malato con il cibo, che diventa valvola di sfogo, di consolazione e di punizione verso se stessi e il proprio corpo.

Si tratta di veri e propri disturbi alimentari, detti anche DCA (disturbi del comportamento alimentare). I DCA sono caratterizzati quindi da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva attenzione nei confronti del cibo e del peso corporeo. 

Gli effetti di questi disturbi possono avere gravi ripercussioni sullo stato di salute psicofisica dei soggetti che ne soffrono portando, nei casi molto gravi, alla morte.

Molti erroneamente tendono ad associare anoressia, bulimia e obesità a un fattore puramente estetico, ma è opportuno sottolineare che si tratta di disagi molto più profondi e dolorosi, che vanno al di là dell’essere magri o in carne.

I motivi che si celano dietro lo sviluppo di queste malattie sono diversi ma quasi tutti di natura traumatica. I soggetti che ne soffrono hanno vissuto delle esperienze che li hanno segnati profondamente in negativo e si servono del cibo e del proprio corpo per manifestare questa sofferenza.

Di conseguenza, in questi casi è fondamentale l’intervento di uno specialista in disturbi mentali come uno psicologo o psicoterapeuta. Nei casi più gravi è opportuno rivolgersi ai centri specializzati nella cura dei DCA per un processo di riabilitazione.

Effetti e conseguenze dei disturbi alimentari

Se non diagnosticate e curate in tempo, anoressia, bulimia e obesità rischiano di sfociare in problematiche più gravi e provocare effetti talvolta irreversibili.

Quanti soffrono di anoressia nervosa, ad esempio, manifestano immediatamente disturbi strettamente legati alla nutrizione a causa delle carenze nutrizionali o alla perdita di peso. 

A seconda della durata e della gravità della malattia si potrebbero generare complicanze visibili in tutto il corpo, con lo sviluppo di problemi all’apparato cardiovascolare (aritmie, ipotensione arteriosa) e all’apparato gastrointestinale (pancreatite, gastroparesi, stipsi). Nei casi più gravi, l’anoressia provoca disturbi come amenorrea e infertilità, osteoporosi, deficit cognitivi e anemia.

Inoltre l’anoressia nervosa può causare pelle secca, ingiallimento della cute, perdita di capelli e problemi ai reni.

I soggetti affetti da bulimia nervosa possono riscontrare complicazioni prevalentemente dovute dall’induzione del vomito e dell’abuso di diuretici e lassativi, ad esempio pancreatite, reflusso gastroesofageo, costipazione, problemi ai denti e alla bocca a causa dei succhi gastrici acidi e, nei casi più gravi, ulcere. 

Infine, molti studi hanno dimostrato che l’obesità è una delle cause di morte precoce e dello sviluppo di diverse malattie tra cui i tumori, diabete, disturbi della respirazione e patologie cardiovascolari.