Dieta per Hashimoto
Buongiorno, ho 46 anni e da quando avevo 28 anni convivo con la tiroidite di Hashimoto, patologia che mi ha portato due anni fa a entrare, con netto anticipo, in menopausa. Ho provato svariate diete, ma dopo un paio di mesi il peso si arrestava sempre e non dimagrivo più, inoltre si sballava la tiroide. Quale dieta sarebbe la più indicata per me?
Grazie
6 Risposte dai professionisti NutriDoc
Cara Debora, Non esiste una dieta per patologia, così come non ci sono alimenti concessi o vietati. Se la tiroide é ben compensata dalla terapia farmacologica non ci sono ostacoli alla perdita di peso. Tuttavia, ti invito a riflettere sulle motivazioni che ti spingono a voler dimagrire. Dopo un periodo di restrizione, é fisiologico raggiungere uno stallo, bisognerebbe però studiare le tue abitudini e il tuo rapporto con il cibo e l’attività fisica.
Capisco bene la frustrazione di aver seguito diversi percorsi alimentari senza ottenere risultati duraturi e con ripercussioni anche sull’equilibrio tiroideo: è una situazione che molte persone con tiroidite di Hashimoto sperimentano. È importante chiarire un punto fondamentale: non esiste una “dieta specifica” valida per tutti per la tiroidite di Hashimoto o per la menopausa o per altro. Queste condizioni non richiedono protocolli standardizzati, ma un piano nutrizionale costruito su misura, che tenga conto della storia clinica, degli esami ematochimici, della terapia farmacologica, della composizione corporea, dello stile di vita e della risposta individuale del metabolismo. Quando il dimagrimento si arresta o la funzione tiroidea si altera, spesso non è il segno che “la dieta non funziona”, ma che l’organismo sta subendo uno stress eccessivo o non adeguato alle sue reali necessità. In questi casi, l’obiettivo non è ridurre ulteriormente le calorie, ma ristabilire un equilibrio metabolico e ormonale, condizione indispensabile anche per un dimagrimento sostenibile. Un percorso efficace deve quindi essere: • personalizzato e adattabile nel tempo • rispettoso della funzione tiroidea e della fase ormonale • orientato alla salute metabolica prima ancora che al peso Solo partendo da questi presupposti è possibile ottenere risultati stabili, senza compromettere il benessere generale.
Buongiorno Debora, capisco bene il tuo rammarico, ho un’Hashimoto da 18 anni. Ad oggi molti studi vertono sulla forte riduzione di glutine e di caseine, oltre che ad una importante limitazione delle solanacee. Nulla di consolidato in realtà, ma attuando questi piccoli accorgimenti e integrando correttamente dei micronutrienti che spesso diamo per scontati, ma che in realtà non lo sono affatto, come il selenio, lo zinco, la vitamina C, la vitamina D, la B12…sono riuscita a riportare i miei anticorpi assolutamente nella norma, eliminando quei maledetti sintomi che mi attanagliavano. Ho sperimentato su me stessa l’enorme potere dell’alimentazione sul nostro corpo e sono estremamente felice di averlo fatto. Attenzione, può semplicemente essere stata una reazione mia, personale. Tutto è estremamente soggettivo, ma il mio consiglio è quello di non mollare e di cercare un dietista che si occupi di nutrizione nelle patologie autoimmuni, vicino casa. Sii costante e positiva, andrà tutto per il meglio!
Cara Debora, è necessaria un'alimentazione equilibrata con contenga tutti i nutrienti di cui hai bisogno. L'eventuale necessità della perdita di peso va valutata insieme al professionista che ti segue. Entrare ed uscire spesso dalle diete è controproducente. E' necessario iniziare un percorso che ti aiuti a valutare le tue abitudini alimentari e il tuo stile di vita, che si basi sull'imparare ad ascoltare quello di cui hai bisogno e ti porti gradualmente ad essere autonoma nelle tue scelte alimentari.
Buongiorno, sarebbe utile, innanzitutto, sostenere la tiroide, fornendo i nutrienti necessari affinché possa produrre adeguato T4 e che questo possa essere convertito in T3, ovvero nell'ormone attvo, quello che nell'orgamismo esplica le sue funzioni, e non in rT3, quello che blocca tutte vie metabole sottese. Poi va gestita l'autoimmunità attraverso una "modulazione" del sistema immune per rallentare il più possibile l'evoluzione della patologia e la necessità della terapia sostitutiva, per ridurre il rischio di sviluppare altre malattie autoimmuni che spesso si accomoagnano all'Hascimoto. Poi si valuta l'alimentazione che meglio favorisce i punti sopra, ovvero anti infiammatoria, fisiologicamente compatibile e priva di interferenti endocrini per quanto possibile. A disposizione per un appuntamento, può scrivere alla mail info@studiobiomedico.it Saluti
Come già esposto da alcune risposto le rispondo anche dal punto di vista medico, dato che sono Specializzata in medicina naturale nutrizioen e gastroenterologia. La tiroide per funzionare bene ha necessità di micronutrienti importanti come Zinco e Selenio e Magnesio che sono cofattori enzimatici specie della desiodasi l'enzima di conversione da T4 a T3, quindi sicuramente può essere utile integrarli. L'alimentazione se pur a livello di letteratura non vi sono evidenze scientifiche, si è visto aiutare i soggetti con questo tipo di problematica laddove si possono togliere tutti gli interferenti endocrini dall'alimentazione, e non solo anche sostanze che possono avere un effetto proinfiammatorio, come caseine, solanacee, fitati, glutine anche qui non vi sono edivenze scientifiche ma per chi fa medina naturale coem me è pane quotidiano e più che basarmi sulle evidenze mi baso sui miglioramenti dei pazienti e dei parametri ematici. Anche l'aspetto del microbiota intestinale comunque non va sottovalutato, poichè predisponente a patologie autoimmuni come questa, ed un eventuale apporto di tiroide secca prescrivibile solo tramite galenica da un medico potrebbe aiutarla, ovvio che va poi analizzato il quadro clinico, la sintomatologia e l'assetto ormonale. La invito a seguire alcuni dei miei video in merito su Instagram e TikTok, (Nutri_docfaby) è questo un argomento che tratto frequentemente. Per un eventuale consulto mi può scrivere a docfaby@gmail.com. distinti saluti