Che sia per una questione di gusti e preferenze alimentari, o per ragioni di natura etica, sono sempre di più le persone che oggigiorno decidono di smettere di mangiare carne animale

Infatti rispetto al passato, quando la carne era una prelibatezza che solo i più ricchi potevano permettersi di portare in tavola, ormai chi decide di eliminare questo alimento dalla propria dieta lo fa solitamente per questioni che non riguardano il costo. 

La carne al giorno d’oggi ha un prezzo abbastanza contenuto – pertanto è accessibile a tutti – ed è disponibile in diverse forme e preparazioni (fresca, essiccata, in scatola, lavorata).

Per voler essere più chiari, per carne animale generalmente si intende quella degli animali non acquatici, quindi degli animali da pascolo ma anche di alcune specie di volatili.

Ricca di vitamine, minerali e tra le più importanti fonti di proteine nobili, la carne è un alimento completo e molto importante per l’alimentazione dell’essere umano in alcune fasi della vita, come in quella della crescita e dello sviluppo.

Considerata l’importanza che questa ricopre nell’ottica di un’alimentazione varia, sana ed equilibrata, viene naturale allora chiedersi cosa succede all’organismo quando quest’ultimo viene privato del consumo di carne animale. 

Quali benefici si ottengono se si smette di mangiare carne? E al contrario, quali possono essere i rischi di tale scelta?

Scopriamo tutti i pro e i contro del non mangiare carne e gli accorgimenti da attenzionare nel caso in cui si sia presa la decisione di non consumare più questa tipologia di alimento.

Smettere di mangiare carne: pro e contro

Benché sia ormai risaputo che mangiare troppa carne, soprattutto quella rossa e lavorata (i salumi e gli insaccati per intenderci), può infiammare l’organismo e favorire lo sviluppo di malattie come diabete, cancro, obesità e patologie cardiovascolari, anche abolire totalmente questo alimento può rivelarsi problematico.

Eliminare la carne dalla propria dieta in maniera del tutto arbitraria può infatti favorire lo sviluppo di altre patologie, principalmente legate alla carenza dei nutrienti di cui questa categoria è ricca.

Questa è infatti una delle conseguenze più naturali che possono verificarsi quando si decide di fare a meno di un alimento (o di un’intera categoria) senza le necessarie sostituzioni.

La carne, per via dei suoi importanti valori nutrizionali, non fa eccezioni. Di conseguenza, possiamo dedurne che scegliere di non mangiare carne comporta dei pro ma anche dei contro da non sottovalutare.

I benefici

Escludendo i benefici etici e ambientali che derivano dall’abolizione del consumo di carne animale, per cui esistono già delle alternative come la carne sintetica prodotta in laboratorio, smettere di mangiare carne può dare origine a diversi benefici nel nostro corpo. 

Meno infiammazioni e peso in eccesso

Quando si smette di mangiare carne, ad esempio, la prima e più evidente reazione positiva dell'organismo riguarda la perdita di peso, seguita dalla riduzione delle infiammazioni. In un certo senso, le due conseguenze sono collegate. 

Infatti la carne, soprattutto quella rossa, contiene anche una buona dose di grassi saturi ed endotossine, delle sostanze che se assunte regolarmente e in abbondanza possono produrre infiammazioni e favorire l’aumento di peso

La comparsa di questi due benefici è però dovuta non solo all’eliminazione della carne dalla dieta ma anche alla conseguente maggiore assunzione di alimenti di origine vegetale ricchi di fibre, come i legumi.

Chi smette di mangiare carne (e altri prodotti di origine animale passando a una dieta vegana), infatti compensa assumendo proteine vegetali per evitare di andare incontro a carenze.

Com’è noto, i prodotti che contengono proteine vegetali sono anche ricchi di altri micronutrienti che aumentano il senso di sazietà, depurano l’organismo e favoriscono la perdita di peso.

Benefici alla pelle

A sostegno del fatto che senza carne l’organismo è meno infiammato, anche la pelle trae benefici dal non mangiare carne. Ciò si traduce in una minore presenza di imperfezioni cutanee, una texture più omogenea dell’incarnato e un rallentamento nella comparsa dei segni del tempo.

Il risultato è dovuto anche al fatto che la conseguente maggiore assunzione di vegetali apporta all’organismo più antiossidanti, vitamine e minerali importanti per la bellezza della pelle.

Benefici alla flora batterica

Sempre legato al discorso delle infiammazioni, il consumo di carne può influenzare l’equilibrio della flora batterica e alterare il microbioma intestinale.

Quando si smette di mangiare carne, quindi, le infiammazioni spariscono anche perché aumenta il numero di batteri buoni nell’intestino e cessa la produzione di una sostanza (ossido di trimetilammina o TMAO) dovuta al consumo di prodotti animali.

Quest’ultima, quando presente ad alti livelli, può aumentare il colesterolo cattivo e favorire lo sviluppo di problemi cardiovascolari.

Per questo motivo, al minor consumo di carne è legato un minor rischio di infarto, cancro, disturbi digestivi e altre patologie.

Quali sono i rischi

A quanto pare, smettere di mangiare carne comporta più benefici che rischi. Eppure, i “contro” non sono affatto da sottovalutare, soprattutto se riguardano il rischio di sviluppare carenze nutrizionali.

Il principale effetto collaterale di questa scelta, infatti, è proprio quello di privare l’organismo di alcuni nutrienti e micronutrienti importantissimi per il suo benessere. Il primis, le proteine.

Come accennato, infatti, la carne è una delle principali fonti proteiche di origine animale e se si sceglie di farne a meno è opportuno compensare con altre fonti proteiche.


Non solo, la carne è un alimento ricco di ferro, zinco e vitamina B12. Smettere di mangiarla comporterà un’inevitabile riduzione nell’apporto di questi elementi e, se non adeguatamente assunti con altri alimenti, si rischia di andare incontro a patologie come anemia, depressione e disturbi alla vista.

Indubbiamente, possiamo concludere che si può vivere senza mangiare carne ma che per mantenersi sempre forti e in salute è necessario compensare l’apporto nutrizionale optando per alimenti vegetali altrettanto ricchi di nutrienti.